Tuk-tuk a Lisbona: le cavallette invadono la città

Chiunque sia stato a Lisbona conosce i suoi miradouro: le terrazze con vista panoramica su diversi punti della città e sull’estuario del Tago. Uno dei più memorabili, specialmente al tramonto, è il Miradouro Senhora do Monte, nel quartiere Graça.
Quando il sole si butta nell’Oceano – che qui ancora conserva un po’ dell’antica aura di misterioso confine del Mondo – il cielo perennemente blu si sfuma in una ricca paletta di arancio e rosa in rapida evoluzione. Come una calda coperta di seta si stende su Lisbona, cambiandone i colori, i profili e spostandone le ombre ad ogni batter d’occhio.
Se ci siete stati sapete di cosa parlo. Uno spettacolo della Natura incantevole e sfuggente, da godere appoggiati alla ringhiera, una Sagres tiepida in mano e una chitarra col si un po’ scordato che strimpella poco più in là.

Miradouro Senhora do Monte

Questo almeno è lo scenario di qualche anno fa. Ora il chitarrista ha comprato l’accordatore e un’amplificatore portatile, indispensabile per coprire il vociare delle decine di turisti che si accalcano brandendo il cellulare in cerca della foto perfetta. Una signora col cappello di paglia sbraita ordini al marito che armeggia ansiosamente una reflex sproporzionata per immortalarne le collaudatissime pose plastiche. Finalmente, soddisfatta dell’ennesimo tentativo e senza nemmeno dare un’occhiata al panorama, saltano sul loro tuk-tuk e ripartono ronzando. Il piazzale, infatti, è pieno di tuk-tuk, alcuni elettrici ma molti ancora a benzina, rumorosi e puzzolenti, che aspettano i loro clienti col motore acceso “tanto fanno due foto e via”. Appena il tramonto perde il suo appeal da immagine di copertina tutti ripartono in un grosso sciame motorizzato, scarrozzando i pigri turisti al loro prossimo must-do.

L’Ottava Piaga Lusitana

Fortunatamente le mie foto ricordo a Lisbona le ho fatte qualche anno fa, perché ora sarebbe difficile avere uno scatto iconico senza uno smartphone eretto al cielo o un tuk-tuk che arranca in una tortuosa stradina di Alfama. Persino alla Feira da Ladra la vostra attenta analisi della merce esposta a terra potrebbe essere interrotta da un tuk-tuk che si fa largo fra la folla trascinando il suo carico di turisti con gli occhi velati di vergogna.

Il turismo è un’ottima fonte di guadagno e orgoglio per una città, e un forte incentivo a migliorare servizi ed infrastrutture. Ma troppo turismo può collassare una città, compromettendone la vivibilità quando ne obera servizi ed infrastrutture a discapito dei cittadini. Lisbona è una delle poche città dove posso dire di sentirmi “like a local“. Ci ho vissuto per un breve periodo, il che mi fa sentire in diritto di non etichettarmi turista, e quando ci vado in genere mi faccio almeno una settimana a casa di un caro amico che, non me l’ha mai detto esplicitamente, ma sono sicuro che mi ospita sempre volentieri anche se gli finisco il caffè.
Ogni volta che ci torno constato quanto sia più difficile condurci una routine quotidiana. Andare in ufficio con il tram 28 è un’impresa impossibile, ci si mette meno a piedi; bere um pingado in centro richiede lunghe code e prenotare un tavolo al ristorante preferito diventa difficilissimo se questo è appena menzionato sulla Lonely Planet. Il tutto peggiorato dal fatto che le strade del centro sono ormai in preda all’Ottava Piaga Lusitana: i tuk-tuk.

Cattedrale Sè Lisbona, turisti

Con un po’ di fantasia riuscite a figurarvi la Cattedrale dietro i tuk tuk e i bus turistici

Uno sciame incontrollato: a chi servono i Tuk-tuk?

Con una breve ricerca su Google ho trovato dieci compagnie che offrono questo servizio. Una di queste afferma con orgoglio che loro possono arrivare dove “il vostro tour bus non può”. Ma se qualcuno ha bisogno di un tour bus e poi di un altro mezzo motorizzato per arrivare da qualche parte mi fa pensare non ci sia dietro una forte motivazione.
Vale veramente la pena creare tanto traffico ed inquinamento per raggiungere un posto che non merita nemmeno lo sforzo di fare due passi a piedi?

Turismo rovina Lisbona

Città come parco di divertimenti per turisti annoiati e disinteressati

Mi spiace per le persone che hanno organizzato queste compagnie, per l’entusiasmo che ci mettono e tutte le possibili buone intenzioni, ma bisogna ammettere che fanno un favore più a sé stessi che alla città, che sta soffocando nei loro tuk-tuk. I lisboneti non sono certo poveri di fantasia e intraprendenza, e l’hanno dimostrato già alcuni anni fa aprendo alcuni degli ostelli più belli al mondo (basta guardare gli Hoscars di HW), il cui modello è stato poi seguito ovunque. Perché quindi non trovare una soluzione per un turismo più responsabile e sostenibile?

Il problema è stato recentemente preso in considerazione dalla Camera di Lisbona, che ha introdotto alcune misure a partire da Novembre 2015. Ci saranno limitazioni di orario (dalle 9 alle 21) e soprattutto i tuk-tuk non potranno entrare nei quartieri ma dovranno limitarsi alle vie principali. Il documento prevede la creazione di oltre un centinaio di parcheggi dedicati e, a partire dal 2017, l’obbligo di motore elettrico. Già a dicembre sono scattate 40 multe per infrazioni, vedremo cosa succederà durante l’alta stagione.

Saranno forse i Segway tour a prendere il posto dei tuk-tuk come attrazione più fastidiosa di Lisbona?

Abbasso i tuk tuk

 

4 comments

  1. Sono appena tornata dal Portogallo.. vabbè la francesinha l’ho mangiata a Porto..SOGNOOOO. Tipo 7000 kcal .. vi offendete se dico che una delle cose più divertenti in assoluto che ho fatto a Lisbona è stato il giro sul tuk tuk??? Ce l’avevamo in omaggio con il biglietto del bus turistico, non l’avrei mai fatto e non me lo sarei mai aspettato, ma mi sono troppo divertita 🙂

    • Ciao Silvia, grazie per il commento! Dai, ti perdono per aver usato i tuk-tuk solo perché l’avevi in omaggio 😉
      Scherzi a parte non condanno il singolo utilizzo ma il concetto generale del servizio. Per come è organizzato e gestito, in concomitanza con altri problemi di turismo incontrollato a Lisbona, arreca un danno alla città e dovrebbero essere i lisboneti i primi a rendersene conto e a prendere delle contromisure. Perché se offri un servizio è ovvio che la gente poi ne fa uso, no? 🙂
      un abbraccio

  2. marco /

    Incredibile. Abbiamo pubblicato lo stesso giorno, ognuno, un post su Lisbona.

    • Come si suol dire, great minds think alike. Guarda che non mi sono dimenticato della proposta di collaborazione eh!

      Metto qui il link al tuo articolo che mi è piaciuto, anche se non siamo d’accordo sul cibo (soprattutto la Francesinha, come osi? 😉 ):
      È Lisbona che viene, non tu che vai.

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