Le Stranezze delle case Inglesi

Che gli Inglesi siano un po’ strambi ed eccentrici e che amino mantenere intatte le loro caratteristiche più peculiari non è una novità. La guida a sinistra, la famiglia reale, l’insana passione per il té, sono solo alcune delle sfaccettature che rendono la cultura britannica così unica in Europa e che tutti conoscono.

Alcune cose, come per esempio la guida a sinistra, sono soltanto una questione di abitudine… per esempio essendo mancino mi trovo molto meglio a guidare qui che in Europa, ma ce ne sono alcune che tutt’ora, dopo diversi anni, non mi spiego. E forse mai mi spiegherò, ma va bene così perché non tutto deve avere un senso nella vita, ed è anche questo il bello degli inglesi.

Terraced houses

Non c’è casa senza moquette

Premessa: a me la moquette, il carpet, piace. Non c’è niente di meglio che potersi aggirare per camera e salotto a piedi nudi su un pavimento soffice e caldo. Ci sono però punti della casa dove non ha senso:

  • L’ingresso, a meno che non togli le scarpe quando ancora sei in casa questa parte di moquette assorbirà tutta la pioggia, terra, cacche di cane e quant’altro puoi aver calpestato, conservandolo finché pian piano non verrà ridistribuito per tutta la casa.
  • Attorno alla doccia, sicuramente è piacevole uscire dalla doccia e mettere i piedi su un tappeto spugnoso anziché iniziare acrobazie per asciugare i piedi e cercare di infilarli nelle ciabatte girate nel verso opposto, ma il tappeto si può lavare, la moquette no, e si creeranno così microcosmi di muffe e licheni.
  • In cucina, per fortuna questa sembra essere sparita, sostituita generalmente da una copertura in linoleum perennemente appiccicosa.
  • Intorno alla tazza del cesso: incredibile ma vero, la moquette è intorno al vaso, pronta ad assorbire tutto ciò che potete facilmente immaginare. Anche questa, per quanto più tenace, sembra destinata ad essere soppiantata dal linoleum ma non temete: ogni negozio vende comodi tappetini da mettere attorno al WC per soppiantarne le funzioni.

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One for washing, one for drinking

In molti bagni delle case inglesi il lavandino si presenta con due distinti rubinetti: uno per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda. L’acqua fredda scende a temperatura frigorifero: lasciatela scorrere un po’ e versatela in un bicchiere, si formerà la condensa. Il rubinetto dell’acqua calda invece è uno strumento pericolosissimo: l’acqua prima scende tiepida, poi per qualche secondo diventa calda infine, dopo che l’avete fatta scorrere una ventina di secondi, evapora prima ancora di toccare il lavandino. Questa proprio non me la spiego, alcuni amici inglesi giustificano come “one for washing, one for drinking” (uno per lavarsi, uno per bere), ma più realisticamente è dovuto al sistema di tubature. O forse è semplicemente per un legame affettivo alle tradizioni.

British Two Taps Sink with Bottle
Un sistema intelligente per ovviare al problema. Fonte: reddit

Le finestre

Fossimo in un paese tropicale non mi stupirebbero queste finestre: grandi vetrate sottili, infissi di legno a scorrimento verticale con relativi spifferi… di bell’aspetto ed ideali per far entrare aria in casa. Il problema è che in Inghilterra la temperatura è in genere tra i 10 e i 15 gradi e tira sempre vento, e con queste finestre, se vi va male, è quasi come stare all’aperto. In una delle case in cui ho vissuto c’era addirittura un buco tra l’infisso e il muro… è stato coperto con una credenza le cui ante sbattono quando c’è tanto vento. Sono così affezionati a queste finestre che anche nelle case più recentemente ristrutturate non possono cambiarle!

 Finestre

Le tende: come dormire all’aperto

La mia prima notte in Inghilterra l’ho passata in una minuscola stanza a casa di un’amico a Manchester, parva sed apta mihi. La cosa che mi sconcertò però era l’assenza di tapparelle o qualsiasi sistema oscurante al di là di una veneziana di plastica che, sebbene garantisse la privacy, non impediva certo alla luce di filtrare da ogni parte. Questa è una caratteristica che ho poi ritrovato in tutte le altre case: non c’è modo per oscurare una camera da letto. Abituato al buio pesto della mia “cripta” in Italia ci ho messo un po’ ad abituarmi, e ora dormo comunque con 2 tende sovrapposte, specie d’estate quando ci sono 18 ore di luce.

Il Bidet

Questa più che una stranezza è una questione di abitudine. Ma è solo da quando mi sono trasferito qui che ho capito quanto fosse importante. Stratagemmi con mezze docce e salviettine per bambini possono solo parzialmente sopperire la mancanza di questo elemento del bagno così scontato ma così importante.

18 thoughts on “Le Stranezze delle case Inglesi”

  1. Aggiungerei la favolosa “box” nel lavandino: prima creano una sorta di piscina per piatti con acqua e detersivo, poi ci mettono a mollo i piatti sporchi e infine li puliscono con la medesima miscela (ormai diventata acqua+detersivo+scarti di cibo) senza risciacquarli.
    Io mi chiedo: ma non sono ancora morti per intossicazione da sostanze chimiche?!

    Senza contare che vengono puliti fornelli e piani di cucina con lo stesso metodo (aka spugnetta piena di detersivo) omettendo il “trascurabile” passaggio della passata con straccetto umido per togliere i residui di prodotto. Molto più saggio usare direttamente l’asciugamano con cui poi asciughi piatti e mani, certo.

    Mi rifiuto di capire.

    1. Qualche anno fa,vado a Oxford per 2 settimane, ospite in famiglia Britannica (vera)..sapendo che ero italiano la prima sera mi fanno un mega piatto di tortellini stracotti e senza sale.Il peggio è stato che li hanno conditi con yogurt naturale e pepe nero..no comment…Nelle due settimane seguenti quasi sempre roba fritta e dolci a go go…Bella Oxford, ma vivere così mai più. .No tanks..

      1. Apprezza il pensiero dei tortellini, magari non li avevano mai fatti prima in vita loro.
        Vorrei vedere te a cimentarti con un fish and chips con mushy peas 😉

    2. Grazie per l’orripilante segnalazione Cristina. Questo è un grande mistero anche per noi.
      La box per il lavaggio è un orrore che abbiamo trovato in diverse situazioni abitative e a diversi livelli sociali. L’abbiamo visto in case di studenti ma anche in un airbnb a casa di due avvocati benestanti nelle Cotswolds.
      Il peggio però era vederlo nel mio coworking space, usato in media da 20-30 persone al giorno. Gli cambiavo almeno l’acqua di nascosto perché dopo mezz’ora diventava grigia. Una volta che stavo per pulire la mia tazza del tea un tizio al lavandino si gira e si offre di lavarmela lui, con un gran sorriso. Prende la mia tazza, gli dà due “pucciate” in quell’acqua e la mette ad asciugare.

      Ecco.

      1. Allora non fare tanto il difensore dell’indifendibile…Vivono in maniera incomprensibile per la maggior parte della razza Umana….i commenti parlano da soli…

        1. Non difendo niente perché non c’è nulla da attaccare. Le usanze in Inghilterra sono diverse da quelle in Italia, io ci ho vissuto 9 anni e alcune usanze le ho trovate più congeniali, altre meno. Ma dipende sempre dalle persone e non ha senso criticare o dare degli incivili a chi non vive come vorresti tu.
          Gli altri commenti parlano da soli ma mi sembra che parlino più di intolleranza che di altro.

  2. Vorrei aggiungere un altra stranezza tutta Britannica,quando è il tuo compleanno ti manderanno migliaia di Card cioè biglietti di auguri..Sono completamente ipnotizzati da queste cose..Ma a differenza di noi Italici nessuno ti regala nulla..Sono dei taccagni incredibili..

    1. Dai sono carine le card, io le ho tenute tutte ed è un bel ricordo di vari compleanni, addii, celebrazioni eccetera. Meglio una bella card di un regalo inutile 🙂

    2. È vero, ho avuto la sfortuna di compiere gli anni mentre studiavo a Londra,la famiglia che mi ospitava è giusto riuscita a dirmi Auguri e poi tutti al lavoro….sono impassibili a tutto…

      1. Cosa ti aspettavi, la festa?
        L’esperienza di studio all’estero è unica, ma solo per chi la compie in prima persona. Le famiglie ospitanti vedono decine, se non centinaia, di persone passare dalla loro casa, non possono certo affezionarsi a tutti. Anche perché è prevalentemente un business.

  3. Molti di questi commenti li ho vissuti di persona in 12 mesi a Nottingham,abitavo a casa di veri Inglesi,e confermo che per un Italiano non è facile abituarsi al loro stile di cibo di orari di case, e molto altro..Vivono in case fredde, mangiano come capita, girano mezzi nudi anche a Natale,e se tu non parli perfettamente la loro lingua sarai sempre considerato uno straniero..Ma penso sia impossibile fargli cambiare questa mentalità. ..

  4. Qualcuno ha dimenticato che a tavola degli Inglesi come anche al ristorante, il pane non esiste ( al ristorante lo paghi e anche caro)..In 2 anni a Bristol a casa di 2 famiglie diverse ho patito un freddo della miseria..Ma per loro è normale, poi quando sono in Italia dicono che è freddo..No comment

    1. Purtroppo le case non sono molto ben isolate e spesso il freddo e l’umidità esterni traspirano attraverso i muri. Una buona occasione per trovare soluzioni fantasiose appendendo quadri, tende e pennelli di cartone 🙂

  5. Altra cosa molto poco normale è vivere senza balconi..I Britannici stanno chiusi ermeticamente tutta la vita..E per un Italiano è difficile abituarsi,aggiungo che il cibo x loro è un concetto relativo..Mangiano solo per non morire, noi per piacere…

    1. L’assenza di balconi ha stupito anche a me ma credo che tradizionalmente rimedino con bow windows e conservatories. Almeno però loro hanno parecchie case con giardini, una grande mancanza nelle città italiane.

  6. Dobbiamo aggiungere che mangiano stile cavernicolo..Niente tovaglie e tovaglioli. .Guai a parlare di olio extravergine, solo burro a manetta tutti i giorni.Noi non vivevamo così nemmeno 100 anni fa. .

    1. Ammetto che l’assenza di tavolo all’inizio mi ha un po’ disorientato ma non usare la tovaglia è uno sbattimento in meno! 😉

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