Le Highland Scozzesi: un Viaggio nell’Ignoto

L’idea era, una volta presa la macchina a Glasgow, di guidare verso Nord improvvisando tappa dopo tappa con obiettivo le Isole Ebridi.
Che ingenui.
Da un paio d’anni a questa parte, oltre al solito turismo locale di luglio, si è aggiunto un flusso di visitatori dall’Europa e dal Nord America tale da saturare la capacità ricettiva dell’intero Ovest del paese. Il resto del nostro viaggio sarà quindi condizionato dalla disponibilità di stanze, che ci precluderà le Ebridi ma ci regalerà qualche sorpresa. La prima è una piccola isola chiamata Easdale.

Oban e dintorni

Ci basta una breve ricerca per rassegnarci a rinunciare all’Isola di Skye, letteralmente invasa dai turisti, e all’Isola di Mull, sulla quale o non c’è alloggio disponibile o non c’è la disponibilità di traghetti per raggiungere l’alloggio e tornare in terraferma. Raggiungiamo quindi Oban, il paese famoso per l’omonimo whisky e la porta d’ingresso delle Highglands. Merita una visita, un giro di whisky, un pasto decente e un gelato prima di addentrarsi in terra incognita dove può capitare che l’unico ristorante chiuda alle 5 di pomeriggio. A 30km da lì si trova Ellenabeich dove parcheggiamo la macchina e prendiamo la barchetta che, attraversando 100 metri di mare, ci porta a Easdale island. Lì dormiamo in una minuscola stanza ricavata da un vecchio capanno in pietra, provando l’ebbrezza di stare su un’isola senza auto, così piccola che la si può girare a piedi in meno di un’ora. Cosa c’è da vedere qui? Niente, e tutto. Se siete a caccia di landmarks spettacolari siete nel posto sbagliato, la Scozia affascina con i modi e i tempi suoi, va contemplata con calma e respirata appieno in ogni momento.

Loch Ness e i turisti in Scozia

La strada più rapida verso nord passa attraverso quella striscia lunga e dritta di laghi che sembra tagliare in due la Scozia. Parte da Fort William, il campo base per le escursioni sul Ben Nevis e i boschi della zona, e arriva fino a Loch Ness. Già a Fort Augustus, il paese all’estremità sud del famoso lago, ci si incaglia nei turisti. Le macchine si incolonnano sull’unica strada, bloccate da un ponte girevole e dalle varie stazioni di servizio. Il tutto è peggiorato dalla guida a sinistra e dall’inspiegabile atteggiamento ovino che molti assumono in vacanza. Lungo tutto il lago è pieno di gente, in macchina camper o bus turistici, che si ferma a scattare le foto, per entrare nei negozi di souvenir o per prenotare l’imperdibile crociera sul loch. Che altro non è che un lago lungo e stretto, come tutti gli altri in Scozia. Resto basito dalla quantità di turismo generata da una storia di fantasia, ma poi penso a Lourdes e Medjugorje e penso che tutto sommato Nessie è innocuo.

Ullapool e la Natura

Non solo Nessie è innocuo ma è anche un benefattore infatti, trattenendo la maggior parte delle persone sulle coste del suo lago, ci troviamo a condividere la strada con pochi e sporadici altri turisti per il resto del viaggio. Ci dirigiamo verso Ullapool facendo un giro panoramico lungo la coastal route, assolutamente imperdibile. Come già detto la Scozia non è fatta per andare in macchina da un posto all’altro, perché tutto merita attenzione, qui il viaggio in sé vale più del punto di arrivo. Lungo la strada abbiamo trovato foreste ricche di mirtilli, un castello con delle mucche Highlander con ciuffo e corna nel giardino e, in una vallata pressoché deserta, ci siamo ammutoliti di fronte ad un maestoso cervo che con eleganza ci ha attraversato la strada per poi fermarsi a guardarci incuriosito.

Ullapool è una bella cittadina sulla costa, una delle poche in zona ad offrire più di un ristorante e anche qualche supermercato. Dalla finestra del nostro B&B avevamo una meravigliosa vista sul porto locale lambito dall’oceano che si insinua nel profondo loch. Basta andare poco più a nord e seguire le indicazioni per Rhue per vedere un bellissimo tramonto dal promontorio del faro. Occhio ai ferocissimi midges però!

 

Lochinver e le spiagge del North-West

Da Ullapool partono i traghetti per Stornoway, la città portuale delle Isole Ebridi, ma il viaggio ci è purtroppo impedito. Siamo capitati infatti in pieno Celtic Festival, un evento che per quattro giorni raddoppia la popolazione dell’isola. Ci ritroviamo quindi con più giorni a disposizione del previsto, che investiamo perlustrando le coastal routes nei dintorni di Lochinver metro per metro. Senza il lusso di questa lentezza non avremmo potuto vedere le foche, nascoste in una baia visibile da uno specifico punto sul ciglio della strada. Non avremmo nemmeno potuto dedicare la calma dovuta alla visita delle spiagge dalla sabbia bianca e dalle acque turchesi, come ai tropici ma con 15 gradi, pioggia e vento gelido. Soprattutto non avremmo potuto dedicare tempo agli scozzesi, un popolo temprato da un clima inclemente ma non da esso demoralizzato. Abbiamo trovato un calore, una cordialità e una piacevolezza ben al di sopra delle aspettative.

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