I Mostri della Laguna

Grandi Navi Venezia

Prima di quest’estate non conoscevo Gianni Berengo Gardin. Se condividete questa imperdonabile lacuna ecco un breve riassunto per evitarvi brutte figure. Uno dei più stimati fotografi italiani, Berengo Gardin macina rullini da 60 anni e i suoi scatti in bianco e nero hanno immortalato momenti intimi di un’Italia sospesa nel tempo. La foto sua più famosa è forse quella in un vaporetto a Venezia nel 1960 e, negli anni settanta, ha realizzato un importante lavoro all’interno di vari manicomi italiani contribuendo alla denuncia delle condizioni e alla dismissione degli istituti psichiatrici.
Più recentemente ha documentato con crude immagini lo scempio delle navi da crociera a Venezia, e ancora una volta ha fatto scalpore.

Mostri a Venezia

Camminando per Venezia si ha l’impressione di essere all’interno di una delicata opera d’arte: palazzi bassi, calle così strette che non ci si cammina a braccia aperte, ponti di pietra che attraversano canali che si potrebbe saltar via. E poi ci sono loro, le navi da crociera, immense montagne d’acciaio più alte di Palazzo Ducale e più lunghe di Piazza San Marco. Il solo pensiero mette i brividi, come il proverbiale elefante nel negozio di cristalli. Non si può non essere investiti da un senso di fragilità e pensare al peggio, e le foto di Berengo Gardin riflettono bene l’angosciante realtà.

Orrore Grandi Navi a Venezia

La mostra era stata autorizzata dal sindaco Brugnaro a Palazzo Ducale ad una condizione: ogni foto doveva essere affiancata dai disegni tecnici di un progetto firmato dall’Autorità Portuale e dal sindaco stesso il quale, appena indossata la fascia tricolore, ha spazzato con un colpo di mano una decisione del comitato regionale che nel 2014 aveva gradualmente ridotto il traffico di navi e vietato l’accesso in laguna a quelle sopra le 96.000 tonnellate.
Questa condizione è una splendida manovra politica per vietare de facto la mostra senza imporre esplicitamente il veto.

Il costo del denaro

I progetti tecnici promossi dal sindaco servono a garantire il passaggio delle navi in sicurezza, scavando profondi canali e nuove vie di navigazione. Tutto questo viene venduto come una buona giustificazione ma è in realtà un’aggravante: infatti l’intera laguna è un ecosistema unico al mondo e fragilissimo, di isole e isolotti, terre semi sommerse, specie animali e vegetali e pescatori dai metodi antichi. In questo idilliaco scenario strisciano quei leviatani d’acciaio indisturbati nella delirante illusione che siano un vantaggio. Monumenti allo spreco e al turismo dozzinale e superficiale svuotano sull’antica città lagunare migliaia di persone ogni giorno, per un blitz di selfies e spazzatura.

Certo le Grandi Navi non sono l’unico problema, né l’unica fonte delle insostenibili masse di turisti che ogni giorno invadono calle piazze e campielli, ma sono l’emblema più visibile e controverso di questo male che sta strangolando Venezia. L’avidità dei soliti pochi ha aperto i cancelli alle orde credulone pilotate da ombrellini, buttando soldi nelle tasche dei grandi operatori turistici, e dei politici compiacenti. Sicuramente non a vantaggio degli abitanti che stanno perdendo i negozi di prima necessità, rimpiazzati da venditori di souvenir di costosissima plastica, e che si trovano costretti a lasciare la città.
Una città che si svuota dei suoi abitanti e delle sue quotidiane attività è una città che muore, venduta al trancio e trasformata in un parco di divertimenti. Veniceland, l’hanno chiamata con amaro sarcasmo, una città scuoiata da chi poi tornando a casa sostiene di amarla commentando a qualche foto delle loro facce sovrapposte agli scorci più riconoscibili. Ma allora perché non costruire una replica in vetroresina come la Casa di Prezzemolo? Magari in Basilicata così la gente si convince che esiste davvero.

Nave da Crociera gigante a Venezia

La Grande Bellezza

Per scrivere questo pezzo mi sono messo in contatto con alcune associazioni locali, e ho fatto ricerche come non mi capitava dai tempi di scuola. Ho guardato video universitari, ho letto articoli scientifici complicatissimi e spulciato studi economici noiosissimi.
Ma ho deciso di non usare questi dati perché una delle cose che ho imparato è che i numeri sono sempre confutabili e manipolabili, quando si applicano bonifici bancari dove serve. Resta l’inconfutabilità e l’innegabilità della Bellezza, così evidente che non si può nascondere.
“Ero turbato soprattutto dall’inquinamento visivo.” Dice Berengo Gardin in un’intervista “Vedere la mia Venezia distrutta nelle proporzioni e trasformata in un giocattolo, uno di quei suoi cloni in cartapesta come a Las Vegas mi turbava profondamente”.

Ma la mia citazione preferita contro la bruttezza delle navi da crociera l’ha detta, involontariamente, il loro grande protettore: il sindaco Brugnaro. Difendendo gli interessi delle compagnie da crociera ha infatti ha ammesso che le nitide fotografie di Berengo Gardin danno un’immagine negativa della città.

Crociere Venezia foto di Gianni Berengo Gardin

foto di Gianni Berengo Gardin

Mostra a Venezia

Per fortuna la mostra, dopo lo scalpore estivo per la cancellazione, è finalmente visibile. Grazie al FAI sarà possibile vedere le foto al Negozio Olivetti fino al 6 Gennaio 2016.

Le foto a colori in questo articolo sono state postate da utenti dei gruppi Vogliamo Venezia e Comitato No Grandi Navi, che ringrazio per il loro impegno.

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