Arrivo a Mandalay

La parata di benvenuto

“Taxi!” “Taxi!” “Shared taxi!” “10 dollars” “eight thousands….” “taxi! taxi!” “….kyats to Mandalay”
Questa non me l’aspettavo. Dopo un volo tranquillo e un controllo passaporti rapido ed indolore in una stanza silenziosa, appena passate le porte scorrevoli veniamo aggrediti da una decina di persone che ci gridano all’unisono le loro tariffe di taxi, ognuno tirandoci verso il proprio sportello. Avvolti da questa folla rumorosa ci diamo un tono, imponiamo un attimo di ordine e seguiamo quelli che paiono più economici. Dopo un quarto d’ora e un paio di cambi di auto nel parcheggio, lasciamo l’aeroporto lanciati verso Mandalay, passando di fianco  all’autobus dell’AirAsia, una navetta gratuita per i passeggeri. Ecco perché tutta quell’urgenza nel dirottarci verso un’uscita secondaria dell’aeroporto.

Ma non tutto il male viene per nuocere. Infatti, nell’accompagnare il passeggero con cui condividiamo il taxi, rimaniamo incastrati in una colorata processione di gente in costumi tradizionali a bordo di macchine e carri trainati da buoi, anch’essi agghindati a festa. Il tassista non si spazientisce, come ci si aspetterebbe, ma scende dall’auto a gustarsi la scena. “Wedding” ci dice, divertito.

Matrimonio a Mandalay

Il nostro hotel è esattamente come me lo immaginavo, suggestionato da racconti di corrispondenti esteri e scrittori in abito kaki di un’epoca più avventurosa. L’edificio si presenta con un’eleganza decadente e anacronistica, dalle sue porte di vetro, aperte da due portieri, accorrono dei ragazzini in divisa ad aiutarci con gli zaini. Quattro receptionists ci fanno il checkin contemporaneamente mentre il resto dello staff ci osserva sorridente, tutti ci salutano con un coro di goodbye! e thankyou! mentre saliamo in ascensore.
Lasciamo l’hotel determinati a passare il natale tra l’ufficio turistico e il Palazzo Reale, concludendo con una cena al Too Too. Ovviamente il nostro piano fallirà miseramente.

Strade a Mandalay

Ci accorgiamo subito che a Mandalay non ci sono marciapiedi: lo spazio tra strada ed edifici è usato come estensione di case e negozi (spesso la distinzione fra i due è vaga), ed è percorso da un’insidioso rivolo di scarico grigio e putrescente, coperto solo a tratti da lastre traballanti. Il risultato è che si cammina per lo più in strada, cioè nel traffico di macchine, moto, bici, carri e altri mezzi fantasiosi. Infatti nessuno cammina: la gente o si rilassa sui “marciapiedi” o si sposta su ruote.

Un viaggio nel tempo alla stazione di Mandalay

Raggiungiamo la stazione dal lato sbagliato e dobbiamo fare un detour per raggiungere l’entrata. Lungo il muro esterno vediamo diverse persone che evidentemente abitano lì: giacigli improvvisati, falò per cucinare. In un’altra parte del mondo ci saremmo sentiti in pericolo ma non qui. Tutti sembrano tranquilli, intenti a badare alle loro vite, tutt’al più ci lanciano sguardi curiosi e sorrisi come fossimo dei simpatici alieni. I bambini testano il loro inglese su di noi, dal livello base “hello” al più avanzato “what is your country“. Due mi corrono incontro “hello! hello!” e impazziscono quando rispondo loro “mingalaba“.
Quanto resisterà tutto questo? Quanto ci vorrà prima che inizino a vederci come grassi portafogli ambulanti da spremere il più possibile? Quanti turisti a caccia del loro zoo umano, dell’iconico selfie per facebook e dell’ennesima spunta alla loro lista di cose “da fare” serviranno per trasformare anche questo bellissimo popolo?

Bambina birmana

La visita all’ufficio turistico, all’interno della stazione, è un viaggio nel tempo. L’assenza di display elettronici, di pubblicità, delle solite frotte di viaggiatori…e di treni, ci fa sentire più in un museo che in una stazione. L’ufficio informazioni stesso è anacronistico, e la mancanza di computer e schermi è stridente. Adoro questi posti dove la conoscenza è nelle mani di questi uffici, dai quali si può ottenere qualsiasi cosa con un paio di chiamate, piuttosto che consultare un’app sul telefono.

Spese giornaliere

  • Taxi dall’aeroporto: 4000Kyats a test (AirAsia offre uno shuttle bus gratuito)
  • 5 minuti di corsa in Trishaw: 1000Kyats
  • 1 notte al Hotel Queen, camera matrimoniale: $45

  

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